APICOLTURA DEL SAMPÍ, rassegna stampa

 

Raccolta pubblicazioni Vini & Cucina Bresciana

Rassegna stampa del miele bresciano della Apicoltura del Sampí - articoli di interesse dal mondo della apicoltura di Brescia e Provincia pubblicati da Vini & Cucina Bresciana


N° 75 - L'idromele

Capita molto raramente di trovare un produttore che, con ostentata insistenza, al culmine quasi della rinuncia, si intestardisca a tal punto da farne una questione di principio, tutto questo rivolto esclusivamente ad un solo risultato, ottenere il massimo della qualità da un prodotto a detta di lui “Figlio mio”, anzi figlio delle sue amate api: l’ IDROMELE. ...

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N° 11 - Miele
L'apicoltura

Siamo veramente informati su come distinguere i vari tipi di miele che possiamo trovare in commercio? Sappiamo qual'è il vero lavoro che le api fanno insieme all'apicoltore, cosa permette di ottenere un miele di qualità? Vogliamo dare a queste ed altre domande, le giuste risposte, per apprezzare al meglio il "prodotto miele" ...

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N° 12 - Dal fiore al vasetto
La qualità del miele e le fasi di lavorazione

Paradossalmente si potrebbe dire che la qualità complessiva del prodotto miele può essere ritenuta tanto più elevata quanti meno strumenti di lavorazione e manipolazioni vengano impiegati prima del suo confezionamento fi nale. Le api creano il miele nelle migliori condizioni organolettiche possibili, perciò l'intervento dell'uomo deve essere minore possibile, per non peggiorare la qualità ...

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N° 13 - ... Non solo miele

Tanti sono i prodotti che le api producono. Il miele è sicuramente il più conosciuto, ma tante altre ricchezze si nascondono in un arnia. Vediamo di scoprire insieme quali sono questi prodotti e quali possono essere le loro proprietà ed i loro usi.

Il miele è prodotto dall’ape con le sostanze zuccherine che essa raccoglie in natura. Le fonti di approvvigionamento sono il nettare , che è prodotto dalle piante da fiori (angiosperme), e la melata, che è un derivato della linfa degli alberi, che alcuni insetti come la metcalfa, trasformano la linfa delle piante trattenendone le sostanze azotate ed espellendo le sostanze zuccherine. ...

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N° 16 - Il miele in cucina
Guida alle diverse tipologie dei principali mieli bresciani

Il miele è composto essenzialmente da glucosio e fruttosio (in proporzioni variabili): due zuccheri semplici, direttamente utilizzabili dal nostro organismo perchè non richiedono digestione per essere
metabolizzati, contrariamente al saccarosio (il comune zucchero), che al contrario è uno zucchero complesso. Per questa ragione il miele può essere consumato (naturalmente nelle giuste quantità) anche dai diabetici, perchè non necessita di insulina per essere assimilato ...

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N° 17 - Il miele ... prezioso ed antico "alimento"
Guida alle diverse tipologie dei principali mieli bresciani

Il miele è un vero “alimento” o si tratta di uno zucchero banale e basta? Si può consumare in caso di diabete oppure no? E’ sempre sano, perché naturale? E’ genuino o può nascondere inghippi o imbrogli? Fa ingrassare? E’ uno zucchero come gli altri? Sul miele, insomma, la gran parte dei consumatori che non hanno conoscenze specificheo non hanno la fortuna di conoscere un bravo e serio apicoltore, non sanno che pesci pigliare. Vediamo allora di fornire qualche risposta offrendovi alcune informazioni che abbiano un serio fondamento scientifico. ...

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N° 18 - Il "pane" ... sotto la neve
Miele: dal riposo sotto la neve…arriva in cucina. Sapore antico, ingrediente moderno

I nostri antenati sono stati forti consumatori di miele, i romani sono stati fra i più grandi consumatori di questo alimento che per loro era una vera prelibatezza. Durante un pranzo diversi erano i momenti in cui il miele la faceva da protagonista: si iniziava con un vino mielato ed invecchiato, almeno uno dei piatti forti di metà pranzo era cotto con il miele o quantomeno legato con esso, il dessert era quasi sempre accompagnato da miele liquido o da favi pieni di miele. ...

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N° 22 - Come accompagnare il miele al formaggio

Dopo la pausa estiva e le problematiche affrontate per sopperire alla grande mortalità delle api che oramai assilla tutto il mondo, riprendiamo a scrivere di miele. Voglio introdurre l’argomento miele – formaggio, per suggerirvi e farvi comprendere come meglio si possono accompagnare questi due alimenti, così da poter esaltare ancor di più, gusti e sapori. Penso avrete notato che ho volutamente intitolato questo articolo “Come accompagnare il miele al formaggio” e non …”come abbinare il miele al formaggio”, questo per una semplice ragione, la parola abbinare è correttamemte usata quando si parla di abbinamento cibo – vino e non formaggi – miele, questo perché l’abbinamento cibo – vino prevede generalmente alimenti paritetici.

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N° 23 - Mieli e formaggi bresciani

Silter - Riferimenti storici: nei secoli passati la trasformazione casearia del latte era l’unico mezzo disponibile per la conservazione delle sue preziose caratteristiche nutrizionali ed il formaggio Silter Camuno- Sebino rappresentava un importante fonte di nutrimento per la gente delle montagne della Valle Camonica e del Sebino-Bresciano ...

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N° 26 - Mieli e formaggi bresciani

Bagos - In dialetto Bagoss significa ‘di Bagolino’, comune capoluogo della Valle del Caffaro, dove ogni anno si svolge uno dei più tradizionali carnevali italiani. Il Bagoss è un formaggio a pasta semicotta stagionato e decisamente gustoso, fatto con il latte vaccino, dal colore giallo paglierino dato dalla presenza dello zafferano.

Caratteristiche: formaggio fatto artigianalmente con latte vaccino di raccolta esclusivamente della valle di Bagolino e stagionato in tipiche cantine ...

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N° 27 - Mieli e formaggi di pianura

Formaggio GRANA PADANO DOP - Il Grana Padano accompagna dall’anno Mille lo sviluppo della cultura e delle tradizioni agro-alimentari, insieme all’evoluzione dell’intera industria lattiero-casearia. Oggi il Grana Padano è il formaggio dop più venduto del mondo e perciò si pone come punto di riferimento per tutta la filiera, dalla stalla alla distribuzione. Non è però solo una grande risorsa economica. Il marchio del Grana Padano tutela una tipicità ed un mondo dove ancora valgono tradizioni e individualità, qualità umane e professionali, stili di vita. Il Consorzio per la Tutela del Formaggio Grana Padano, con i controlli e la vigilanza quotidiani su tutti i passaggi dalla stalla al consumo, garantisce ogni giorno il rispetto di quelle regole antiche e la qualità del formaggio che in base ad esse arriva sulle tavole di tutto il mondo. ...

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N° 29 - Miele e formaggi: gli accompagnamenti ai formaggi bresciani

Dopo aver visto, di volta in volta, i vari accompagnamenti nelle riviste uscite in precedenza, nelle pagine seguenti, vogliamo proporre a tutti i lettori un utile e pratico riepilogo, per avere sempre sotto mano una guida veloce e semplice.

Al formaggio SILTER si accompagnano il Miele di Melata e il Miele Millefiori estivo. Al formaggio FATULÍ si accompagnano il Miele di Rododendro e il Miele di Lampone. Al formaggio NOSTRANO VALTROMPIA si accompagnano il Miele di Melata e il Miele di Tiglio. Alla Formaggella di COLLIO si accompagnano il Miele di Lampone e il Millefiori di alta montagn.a Al formaggio BAGOSS si accompagnano il Miele di Melata e il Miele di Tiglio. Al Formaggio TOMBEA si accompagnano il Miele di Rododendro e il Millefiori Estivo. Al GRANA PADANO si accompagnano il Miele di Melata e il Miele Millefiori Estivo. Alla ROBIOLA BRESCIANA si accompagnano il Miele di Rododendro e il Miele Millefiori Primaverile Rododendro.

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N° 65 - Miele e lardo

Dopo aver trattato di come affiancare i formaggi bresciani al miele, in queste pagine vogliamo scoprire quali sono altri accompagnamenti che possiamo realizzare con il lardo. Certamente saprete che in Italia esistono molti tipi di lardo, noi andremo a proporvi gli accompagnamenti con i più famosi lardi. In questa prima parte presentiamo il lardo di Colonnata e il Lardo Erborinato della Valverde di Rezzato, prodotto dalle Macellerie Liberini di Rezzato un lardo forse meno conosciuto ma che vi garantiamo
ha ottenuto il miglior riscontro tra giusto accompagnamento e qualità, dimostrando ancora una volta che la nostra provincia ci regala sempre delle piacevolissime sorprese! Nel prossimo numero invece vi proporremo altri due tipi di lardo, quello di Arnad ed il lardo Senese, anche in questo caso andremo ad accompagnare i mieli più indicati per far risaltare le differenti proprietà di questi ottimi prodotti..

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N° 31 - Miele e lardo (seconda parte)

Come accompagnare il lardo di Arnad DOP ed il lardo di Cinta Senese.

Tradizionalmente prodotto dalle famiglie della bassa Valle d’Aosta, in particolare nella cittadina di Arnad, dall’uso prevalentemente casalingo ha ottenuto fortuna grazie alla diffusione favorita dalle macellerie del paese prima, dai salumifici poi. Derivato, un tempo, dai maiali allevati in modo casalingo, nutriti tradizionalmente con castagne, cereali e ortaggi, impiega oggi suini di allevamenti della Valle d’Aosta, ma anche dell’area padana. Il lardo di Arnad può essere accompagnato con l miele di Rododendro ed il miele di Tiglio.

Il lardo di Cinta Senese è un lardo delicato ma con una personalità che richiede mieli di raffinata dolcezza come il miele di lampone, raro nella sua impagabile armonia di profumi. Questo lardo si accompagna con il miele di Lampone e il Miele millefiori di Alta Montagna.

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N° 33 - Aceto di miele

L’aceto di miele fu il primo aceto ad essere utilizzato dall’uomo: gli antichi egizi ne facevano largo uso moltissimi anni prima della coltivazione della vite. Esso proviene dal miele trasformato attraverso la fermentazione acetica, ha un colore bruno-dorato e un sapore gradevole. L’aceto di miele non è solamente utilizzato come semplice condimento ma anche usato come agro-medicamento di incredibile versatilità, in quanto ricco di enzimi e sali minerali.

L’Aceto di miele si ottiene per fermentazione dell’idromele (vino di miele). Essendo l’idromele la bevanda alcolica più antica, l’aceto di miele risulta il più antico al mondo. Questo era in effetti utilizzato, dagli antichi Egizi, ne è prova una iscrizione presente su un vaso adibito al contenimento di aceto, risalente all’8.000 a.C. ...

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N° 34 - Aceto di miele in cucina

Dopo aver conosciuto nello scorso numero le caratteristiche salienti dell’aceto di miele, andiamo a scoprire quale utilizzo si può ottenere in cucina con questo eccezionale prodotto. Le varie percentuali di acidità ed i residui zuccherini (miele) che questi aceti hanno, offrono grandi possibilità di utilizzo, sia per condimenti particolari con insalate e verdure ma anche utilizzo in preparazioni più complesse con carni o formaggi, o addirittura gelati e dolci. Possiamo comprendere ancor meglio le varie possibilità di utilizzo in cucina, andando a leggere nella successiva pagina, le schede che illustrano i vari tipi di aceto prodotti dalla Balsameria del Sampì, schede redatte dalle analisi organolettiche e sensoriali effettuate dall’esperto Giovanni Bacchiega, illustre sommelier ed enogastronomo che vi abbiamo fatto conoscere nel numero scorso.

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N° 35 - Ricette con l'aceto di miele

In questo numero, le ricette con l’aceto di miele della Balsameria del Sampì, proposte dai migliori chef della Ristorazione Bresciana.



In questo numero le costate di cervo con mirtilli e aceto di miele del "Sampì" (Ristorante Hostaria Sant'Eufemia), Agoni del lago d'Iseo marinati con miele e aceto di miele (Trattoria La Madia Brione) e le puntine di maiale all'aceto di miele forte cotte al forno (Trattoria Al “Al Giasaröl” Botticino Sera).

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N° 36 - Ricette con l'aceto di miele (2nda parte)

In questo numero, le ricette con l’aceto di miele della Balsameria del Sampì, proposte dai migliori chef della Ristorazione Bresciana.



In questo numero la Caponata alla mia maniera (ricetta di Mirella Schivo) e l'Insalata di pomodori con Aceto di Miele del Sampì (ricetta di Maria Torri) .

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N° 37 - Miele di lampone

Il miele di lampone è un miele particolare, difficile da produrre. È prodotto nell’arco alpino e lungo l’Appennino settentrionale. Il colore è molto chiaro, quasi ambrato. L’odore e l’aroma sono di media intensità, fruttati, come gelatina di frutta o mele cotte caramellate.

È un miele che ha la tendenza a cristalizzare, con un sapore normalmente dolce. Il lampone proviene dalla Rubus idaeus, pianta con portamento arbustivo o sarmentoso delle Rosaceae, presente in tutto il territorio nazionale, ma comune solo sui rilievi. La piante si caratterizza per la presenza di molti fusti eretti ramosi, spesso spinosi, originantesi da un rizoma, con foglia composta di 3-5 segmenti, caduca, infiorescenza pendula di 2-5 fiori, con sepali triangolari e petali bianchi, frutto subsferico, rosso-feltroso che si stacca dal ricettacolo che rimane aderente al peduncolo. Cresce in radure e schiarite dei boschi fino a 2000 metri di altitudine; La fioritura va da maggio a giugno. La produzione di questo miele è diffusa su tutto l’arco alpino seppure occasionale allo stato uniflorale.

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N° 38 - Miele di acacia

L’acacia è un miele primaverile chiaro delle zone prealpine, raccolto nell’arco del mese di maggio partendo prima dalla pianura poi nelle valli.

Di colore paglierino, leggermente ambrato, ha profumo leggero e caratteristico, e sapore dolce e delicato. L’umidità media è attorno al 16-17% mentre la cristallizzazione è assente o molto ritardata (circa un anno e mezzo/due). Per la sua dolcezza è il miele prediletto specialmente fra i bambini. Lo si può adoperare per dolcificare le bevande in quanto il suo gusto delicato altera in minima parte il sapore della bevanda stessa. Durante la fioritura della robinia, talvolta fiorisce anche il frassino, il quale è molto appetito dalle api e produce nettare chiaro ma leggermente più carico della robinia, il che ne accentua il colore, il profumo, l’intensità del sapore e la tendenza alla cristallizzazione.

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N° 39 - Miele di Castagno

Il miele monoflora di castagno ha un sapore caratteristico, forte e persistente, con retrogusto un po’ amarognolo. Non cristallizza o cristallizza molto irregolarmente e tardivamente. E’ di colore ambrato più o meno scuro con tonalità rossastre e con tendenza a diventare sempre più scuro a seconda della quantità di melata che entra nella sua composizione.


Il miele di castagno ha un profumo forte, deciso e piuttosto aromatico. La umidità varia tra il 16 ed il 17.5%. Non sempre è possibile produrre il miele monoflora di castagno ed allora il nettare che le api raccolgono sul castagno entra nela composizione di molti mieli millefiori delle nostre valli e delle nostre colline, ai quali dà una leggera punta di amaro come sapore di ritorno. Il miele di castagno, ricco di sali minerali, è il più indicato per chi fa vita sportiva.

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N° 40 - Miele di Rododendro

Miele estivo molto chiaro delle zone alpine, raccolto da metà giugno a tutto luglio a seconda dell’altitudine e dell’esposizione del versante montano. Questo miele è presidio Slow Food italiano. La colorazione va dal giallo paglierino al giallo dorato, ha un profumo tenue e delicato; anche al gusto risulta delicato e dolce. L’umidità varia in rapporto all’andamento metereologico e si aggira tra il 17 ed il 19%.


Cristallizza facilmente se ben conservato, con cristalli fini ed omogenei con una colorazione che tende al bianco; a temperatura ambiente assume una cremosità che lo rende facilmente spalmabile. Miele molto pregiato per la purezza degli ambienti in cui viene raccolto; raro per la laboriosità della conduzione degli apiari in alta montagna. Spesso l’andamento stagionale sfavorevole ne impedisce la produzione o la riduce a quantitativi minimi. Si produce esclusivamente nell’arco alpino a quote che non permettono la sopravvivenza degli alveari durante tutto l’anno.

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N° 40 - Miele di Melata

La melata è un miele particolare, ricavato dalle api dalla linfa che, nei periodi dell’anno molto umidi, ricopre abbondantemente in modo appiccicoso le foglie delle piante. È molto variabile, sia nel colore che nel sapore, in funzione delle specie di piante interessate. Mediamente il colore è scuro, il profumo ed il sapore sono forti, molto dolci ed inconfondibili con un sentore di caramello. L’umidità varia dal 15 al 17%. È un miele ricco di sali minerali ed è molto usato da chi pratica sport.

La melata è ricavata da tutte le essenze, dalle più piccole alle più grandi, anche se le più importanti sono: la robinia, l’abete, il tiglio, il castagno ed il carpino. Diversi sono gli insetti che inducono le piante sopra citate a produrre melata.

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rassegna stampa della
Apicoltura del Sampí di Schivo Mirella e Valente Lodovico
Via Sampì, 26 - 25080 Botticino Mattina (Brescia)
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